L’ANNO CHE VERRA’

Il mio vicino, dedito al culto di boiate come i nanetti da giardino, la fontanella con gli uccellini finti, la macchina lustra il sabato, dai primi di dicembre espone Babbo Natale. Come quello ne vedo molti in giro per Parma. Sono Babbini, poco più che folletti di pezza, quelli che si arrampicano sulla scaletta appesa al balcone o alla finestra.
Il mio vicino ne va fiero, quando annaffia i gerani ha cura di non bagnarlo. Che magari la notte gela.
Dalla finestra vedo quel Babbino Natale e mi domando come se la passa.
Come se la passano tutti i Babbini Natale che scalano i balconi dei Parmigiani?
Il 2010 non è stato un anno breve, non lo è mai. A patto che uno non abbia imparato a dimenticare in fretta.
Il 2010 è l’anno della lotta all’ inceneritore, del rinato Orto Botanico, delle ruspe annullate in
P.le Slavo D’Acquisto,  così come il 2010 è stato l’anno di nanetti da Comune come quelli che vogliono fare gièzz o esaltare ghetti per anziani o metropolitare l’ego oltre l’ostacolo.
E’ stato un altro anno e non è stata una passeggiata.
Allora, di nuovo, osservo meglio il Babbino del mio vicino che sale sulla scala arpionata al balcone:
non sta salendo, quel coso sta scappando. Che fine di merda per un Nano Natale.

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