PER ESEMPIO… n.2

“… i servizi educativi non rientrano nei cosiddetti servizi essenziali
Lo dice, in un comunicato stampa, l’Assessore ai Cosiddetti Servizi Essenziali del Comune di Parma Giovanni Paolo XXIII Bernini, uomo ripieno di se stesso, impeccabilmente addobbato di benessere, vuoto di ogni contenuto utile a fargli fare quel balzo carrieristico mai avvenuto (spesso deve aver pensato che non è stato sufficiente impomatarsi come la sua matrice di partito e che una città provinciale come Parma avrebbe almeno potuto dedicargli un calendario). Di fatto gli asili e compagnia bella resteranno chiusi il 18 marzo facendo il ponte con la festa dell’ umidità d’Italia: gli asili non sono un servizio essenziale.
Un’ affermazione del genere rivela evidente che il Comune di Parma starebbe sperperando inutili soldi negli asili, in quanto servizi non essenziali. Non a caso ad emettere (neanche fosse un rutto, emettere)
questo comunicato è uno come Bernini: non essenziale.
Avreste dovuto vederlo sabato scorso, sul palco della sfilata dei carri in maschera in Cittadella, celebrare il carnevale, lui… vestito da assessore, con la fascia tricolore e la faccia di cartapesta, come se da un momento all’altro fosse sul punto di intimare “le mamme belle di qua e le brutte da quella parte!”. Avreste dovuto vederlo.
Dentro di me pensavo “… e dategli il primo premio, cazzo!”
Cosa c’entra questa parentesi? C’entra eccome: se uno come Giovanni Paolo Bernini c’entra qualcosa con
le Politiche all’ Infanzia e ai Servizi Essenziali… vuol dire che a Carnevale ogni scherzo vale,
anche se lo scherzo è di cattivo gusto, come questo assessore.
Appello a tutti i genitori coinvolti nell’inutilià dei Servizi Essenziali:
facciamo sentire essenziale Giovanni Paolo Bernini…
il 18 marzo facciamogli tenere i nostri figli.

(scherzavo, c’è un limite anche agli scherzi di cattivissimo gusto).

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3 commenti

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3 risposte a “PER ESEMPIO… n.2

  1. Ratzi

    Non a caso è il miglior assessore da 150 anni.

  2. Cesare

    Troppo bello, l’ho voluto rileggere. La penso quasi come Ratzi, è il miglior post dall’unità d’Italia.

  3. popsylon

    Articolo condivisibile però se si va avanti di questo andazzo i bambini dovranno rimanere a scuola anche di notte, non si sa mai che capiti qualche turno notturno dei genitori.
    L’apertura di qualsiasi negozio nei giorni festivi e dopo una cert’ora è incompatibile con i diritti di una famiglia. Tutt’ al più, se il proprietario vuole aprire, che ci vada da solo oppure paghi ai dipendenti, come si faceva nei bei tempi andati, i dovuti straordinari e paga doppia per apertura nei festivi (vedasi supermercati, negozi centri commerciali e quant’altro aperti fino alle 21 e tutti i giorni dell’anno).

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