ILLUSTRE SIGNOR QUESTORE…


Luigi Giuseppe Villani, coordinatore del PdL, di fronte a una folla che venerdì sera aveva perso la pazienza e la cercava in Comune, ha scritto una lettera al Questore di Parma. Vediamo:

“Con la presente desidero stigmatizzare quanto verificatosi
il giorno 24 giugno in occasione del Consiglio comunale di Parma”
E fin qui vien da pensare almeno che anche Luigi Giuseppe ammetta che qualcosa non quadra.

“La pur legittima espressione di dissenso dei cittadini, infatti,
non può né interrompere né disturbare oltremodo la massima espressione
della democrazia locale che si espleta all’interno del Consiglio comunale. ”
Ora: che all’interno del Consiglio Comunale, questo consiglio comunale, si stia “espletando” (è una necessità fisiologica) la massima espressione di democrazia è tutto da verificare.

“Questa mia decisa denuncia rispetto a chi deve garantire l’ordine pubblico
e il regolare svolgimento della vita democratica…”
Ecco: mentre Jacobazzi ha tempo per leggere in carcere, Villani scriva pure a lui se multare il dehor di Rosi è un affronto ai potenti o semplicemente  “espletare” il proprio dovere.

“…riguarda in particolare l’irruzione di alcuni facinorosi nell’aula consiliare del Municipio di Parma che ha interrotto lo svolgimento dei lavori con urla e manifestazioni di dissenso che non dovrebbero essere consentite.”
Che vuol dire: a mali estremi estrema destra?

“Inoltre biasimo l’aggressione subita da alcuni esponenti politici all’esterno del lo stesso municipio e in particolare quella veramente esecrabile e degna di rammarico per chi deve garantire l’incolumità di eletti ed istituzioni, ai danni del Consigliere comunale Massimo Moine.”
Non una parola per chi deve garantire l’incolumità dei diritti dei cittadini.

“Le istituzioni democratiche e chi vi fa parte perché eletto secondo le regole della stessa democrazia, devono essere salvaguardate dalla violenza della piazza.”
La violenza della piazza è nulla contro la la violenza che Villani omette, come quella di chi non sapeva, non c’era e se c’era dormiva.

Poi chiude:
“Tanto le debbo, sperando che simili episodi non debbano più ripetersi nella nostra città.”
Peccato: si riferiva ai cittadini incazzati, che la prossima volta continuino a porgere l’altra guancia.

Per finire, la prossima volta che Luigi Giuseppe Villani ha voglia di scrivere una lettera aspetti dicembre: chieda a Babbo Natale un’amministrazione che non porti la folla a schifarsi, manifestando le proprie idee con la massima espresione di democrazia: la libertà di pensiero.
Il Questore, al momento, ha altro da fare.

La Giornata in pillole:

La Gazzetta di Parma ha già preso le distanze da Vignali: con Calisto Tanzi impiegò almeno 10 giorni.

Vignali rimuove tutte le figure dirigenziali. Ti abbiamo solo chiesto le dimissioni, non di fare altre cazzate.

La notizia dello scandalo è su tutti i giornali. Anche la Gazzetta di Parma.

Vignali è all’oscuro di tutto? Illuminiamolo!

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