CANDIDARSI, DI QUESTI TEMPI

Chi ha voglia di fare il sindaco in una città che lascia in dote 600 milioni di euro? E’ come se quella poltrona lì sia finita su e-bay, messa che peggio non si può e viene via a poco, come se fare il sindaco fosse togliere il buono pasto ai consiglieri allo stadio. Valà che qualcuno, e forse più di uno, ha già nostalgia della Parma fichetta che lascia i conti in eredità da pagare… La delusione per l’arrivo della Commissaria Cancellieri, poi, è tanta: sembra una Merkel usata, non ci puoi nemmeno andare  a teatro che si capisce subito che a una così il taxi non glielo paga nessuno. Almeno Vignali sfoggiava accessori d’ordinanza, aperitivi che veniva voglia di darsi all’alcol, roba da svaroschi, rimmel e sidol, chiappe e marmo. Parma era ormai una roba da calendario Pirelli: mancavano solo i capezzoli sulle natiche e potevamo dire d’avere il reggiseno al posto delle mutande. Adesso che c’è il commissario, màma che brutta parola, sembra che non sia successo nulla. Quasi come se ci fosse sempre stato. Eppure chi farà il sindaco dovrà pur saper fare di pallotolliere, tagliare di qua, sfrondare di là, roba impopolare, che l’odio servirà a malapena agli elettori per sussurrare che si son già pentiti. Minimo minimo… al sindaco che viene gli dan le emorroidi al cervello. Si spera nel prossimo arresto, quello che solo quello lì sveglia l’incazzatura di una fetta di città. Bè… una fettina, la torta è grossa e chi s’arrabbia è una porzioncina che al colesterolo non ci fa neanche un baffo. Però fateci caso: ci son tipi, oggetti da Comune, che non starebbero male fotografati di fronte e di profilo, che ce li ritroveremo, garantito, ancora lì, ancora seduti, comodi, a fare ancora lo stesso mestiere. Qualcuno manco s’è mosso. Certo è che con questa Parma purulenta, col pus che esce di fuori appena apri una carpettina riservata, è come quando uno s’ammala: te l’avevo detto che ti dovevi coprire, che fuori fa freddo, io lo sapevo che andava a finire così e altre terapie da dopologia taumaturgica. Parma era così prima della cancrena, Parma è abitata da quattro gatti che non fai in tempo a passare sull’altro marciapiede che già ti tocca salutar qualcuno. Parma è un sogno che di notte ti agita perchè non vedi l’ora di svegliarti, che sarà perchè hai mangiato pesante o che c’hai dei brutti pensieri, ma Parma è un sogno e quando arriva l’alba puoi staccare la sveglia finchè vuoi, ma questo non impedisce al sole di montare il turno. Parma con le borse sotto gli occhi, Parma che “chi l’avrebbe mai detto…”, Parma che ” eeehh la pèppa”, Parma che fai uno starnuto in via Montanara c’è già l’influenza a San Leonardo. Parma. Parma che va a caccia di un nuovo sindaco, quando bastava dargli la caccia molto prima. Parma. Buongiorno e Buonafortuna.

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