PD e la paura da novanta

Quanta paura ha il Partito Democratico? All’interno del Vecchio devono girare sondaggi da paura, altrimenti non si spiega l’accanimento di pubbliche sottoscrizioni a sostegno di Bernazzoli (assenteista dal posto di lavoro di Presidente della Provincia che ha scelto di non dimettersi perché la legge me lo consente), questa fretta e urgenza di far sapere che “noi lo sosteniamo” come se chi non lo sostenesse meritasse l’inferno. Che bisogno c’era di coinvolgere cooperative, che per statuto sono apolitiche, i cui “capi” si esprimono per tutti?! Come non sospettare la promessa di favori da mantenere in cambio di sottoscrizione? Che paura c’è di perdere queste elezioni… quando poi ti squilla il telefono e “dai posso mettere che ci stai anche tu… allora metto la tua firma così facciamo vedere che anche gli intellettuali…” e poi chiamano Vergassola, gratis (che almeno gli fanno fare le feste del PD, quelle sì a cachet). Come può un partito come il PD avere tanta paura di un “manipolo di ragazzini” nati cinque minuti fa? Come fa un partito così glorioso come il PD a temere il M5S… Come fa l’eroica opposizione PD ad essere costretta a raschiare ogni barile per far fronte a questi “sprovveduti fanciulli” del nuovo, quando il vecchio ha il potere, ha distribuito poltrone, ha promesso commesse, ha tessuto rapporti troppo spesso fondati sulla simpatia e mantenuti con l’incompetenza? Come può un sistema così bene rodato da decenni temere l’aspirazione di cambiare il giochino da chi ha solo 2 anni e mezzo di vita? Ma come si fa a sbraitare al pericolo quando tu sei il PD, il grande Partito Democratico, il monumentale Partito Democratico, Partito Democratico e tornato Democristiano? Che paura può fare un comico leader quando lo statuario PD assolda cabarettisti in chiusura di campagna? E non si capisce perché un comico faccia ridere e due cabarettisti da talkshow debbano essere seri? Con tutta l’esperienza millantata dal poderoso PD mi aspetterei molto più del panico che lo attraversa in queste ore, consapevole che anche vincendo ne esce sconfitto, sempre più in discesa negli apprezzamenti, sempre più smascherato dall’insofferenza di chi, come me, ha scelto di non godere del piacere di condividere per avere un  favore. E con quale rispetto il PD si rivolge ai suoi sostenitori onesti, che hanno creduto e credono in un ideale che il Partito Democratico ha sprezzato abusando per legge dei soldi pubblici?
E’ buffo, perché quando un partito ha paura di cinque stelle vuol dire che ha smesso di brillare e che s’è trasformato in un buco nero, passando dal firmamento… ai firmatari.
Ma qualunque sarà il sindaco eletto, sarà il mio sindaco, perché sono un cittadino di Parma. E gli auguro buon mandato.

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