Scipione, Caronte e l’opposizione

Qualche sera fa assisto alla presentazione di un libro, “Sconvocati” di Marco Severo. Ma è l’occasione per un po’ di politica di ritrovarsi dopo l’esito del voto. Tra gli ospiti Roberta Roberti: per una lercia matematica il suo posto in consiglio è occupato da uno che, beato lui, riesce ad andare a testa alta: Buzzi (il buco l’ho fatto io). C’è Ghiretti, esalta il suo 10% che ha ridotto la fame nel mondo, ha reso l’umidità della serata meno soffocante, ha raddrizzato le banane, ha pensionato Babbo Natale, insomma: meno male che c’è Ghiretti. C’è Marco Bosi, ha 25 anni, capogruppo del M5S: ha 5 lustri, forse è per questo che i vecchi s’incazzano. Tra il pubblico c’è Teresa Guarnieri, abbronzata, non ha più il capello mosso, si vede che le piace cambiare, dovrebbe fare un intervento di un minuto, riesce solo a fare una predica come una mamma che fa catechismo e c’ha pure le palle girate che non è stata invitata. Inversa. C’è Nicola Dall’Olio, preciso, secco, impeccabile. Peccato che sia come le carte sprecate da quei giocatori di scala quaranta che vogliono farlo in mano, mentre l’avversario ha già chiuso da un pezzo. Timbra la voce, incalza Bosi, strappa applausi (ma come cazzo fai a ricostruire il PD da dentro quando sei sotto le macerie?). Penso a quel manifesto prima del ballottaggio: c’era Vincenzo, madre Teresa seduta, il figlio Nicola che promette bene e il compagno Andrej. Altro che filotto: trombati tutti e quattro. Alla serata manca Pagliari, pare fosse a Roma: secondo me è espatriato e dopo aver sputtanato su La7 l’amico Vincenzo e il giorno dopo avergli chiesto scusa non può essere un cervello in fuga. Mancano quelli della Giunta Vignali, a parte Ghiretti (che adesso propone tagli agli stipendi e ai benefit: adesso, mica prima), ma lui ci ha fatto solo trenta mesi con quella roba lì. Buzzi, Villani, Moine, magma che sopravvive alle radiazioni, gli unici a non mettere fretta a Pizzarotti, così rimettono insieme i pezzi e ci fanno un transformer. Chi sente il caldo più di tutti è Ubaldi: al primo consiglio ha messo il muso perché rivoleva il suo posto, c’hanno messo due ore per calmarlo, poi han capito che non intendeva quello di sindaco. L’altro giorno ha avuto un calo di zuccheri e ha chiesto che gli restituissero la statua di Diana: forse la dea sa qualcosa che noi non sappiamo. Troia. Anche Vignali pare si svegli di notte gridando “Sono un sindaco!!!”. Fa un caldo della madonna, può succedere. Iotti è un po’ che non fa opposizione, anche Superman non era insensibile alla kriptonite, forse Iotti s’è lanciato contro i mostri lanciati da Vega.
Si teme per Ubaldi: l’ha comunque votato il 16% degli aventi diritto, ha trovato una chiamata persa sul cellulare… li sta richiamando tutti.

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