Giunta al… Lubiana

La Giunta stellare fa la sua prima uscita tra il popolo di quartiere. Debutta in una sala piena (150/160 posti, 35 secondo Boscarato, il passato presente). La platea è composta al 90% di anziani, eccetto mio padre, che indossa una Lacoste invidiabile. Attacca Nicoletta Paci, Vice Sindaco, una breve ed emozionata introduzione. Cede la parola a Casa, assessore al commercio e alla sicurezza (a proposito della quale si auspica che non accada più quanto avvenuto in passato, si riferisce al Caso Bonsu, che tuttavia non ha il coraggio di nominare), che parte male e si presenta come Movimento5Stelle, cosa che non gli fa onore, specie quando un signore, giustamente, fa notare se sia un incontro con l’Amministrazione o il Movimento. Il bello della diretta, anche se l’assessore Folli abbassa la media in modo drastico: è lui a prendere la parola dopo, tre minuti, ciao miao bau. Sono le 21,30, la Paci introduce la biondina che smonta dal palco e si presenta “Sono psicoterapeuta…” e già questo fa sussultare i cateteri (e non sono pochi) in sala. La Dott.ssa Castaldini rassicura il pubblico con un sorriso perpetuo che nemmeno una paresi di Prodi avrebbe saputo replicare, poi illustra il piano della serata “ci dividiamo in gruppi“. Apriti cielo. Più che prova di democrazia partecipata si rivela uno schiaffo di realtà becera, quella di chi protesta e si indigna perchè ha molto tempo libero: dal fondo della sala un settantenne con maglia che fatica a star legata in vita attacca a sbraitare, è una checca isterica che viene invitato ad avvicinarsi e parlare nel microfono e come una fica inversa si fa largo (anche in termini di chili superflui) bofonchiando “Non ho mica paura, vè…“. Contesta la proposta, ossia agevolare chi solitamente in pubblico non apre bocca e stasera viene incentivato a dire la sua all’interno di gruppi, 15/20 persone, che trascrivono su un foglio il pensiero di tutti. E’ un’idea, un tentativo, si può fare. Ma lui niente: una roccia. E resta fino alla fine, a godersi un dissenso condiviso da sè medesimo e solo pochi gufi appollaiati in fondo, notturni del Perdente Democratico (mi pare di riconoscere Torreggiani, PD, che recentemente ha paragonato l’incontro sull’inceneritore del 22 settembre al concerto del Campo Volo a Reggio Emilia: vagli a dire che Secondo Casadei è morto…). Un altro vecchio a metà sala s’incazza, che lui è venuto per discutere, che va a casa, che non si fa così, vuole la mamma. La checca isterica contesta ancora la modalità dei gruppi “che se voi siete il nuovo allora andiamo bene e bla bla bla...”. Un ragazzo seduto al mio fianco sbotta a voce alta “Biondo (fa il gesto di tangare con la mano)… hai rotto il cazzo!“. Ci vuole rispetto per gli anziani. La Paci e la Dott.ssa Durbans attraversano cinque minuti dove potrebbe compromettersi la serata, ma tengono botta, serrano i ranghi, confrontano i presenti, alcune nonnine pratiche prendono carta e penna e intimano ai vicini di sedia di avvicinarsi. Vamolà. In questa fase di empasse due uomini se ne stanno muti, immobili, insensati, di gesso, al di là della tavola degli oratori: sono Casa e Folli. Non un cenno di collaborazione in soccorso delle due colleghe che cercano di gestire la novità in sala, non un muscolo, un lampo negli occhi che non somigli a un “cazzi vostri, io domani vado in Svizzera!”. In fondo sono uomini, lasciano alle donne il lavoro “sporco”. Intanto la comunità si mette al lavoro, scrive, parla, comunica, partecipa. E’ andata. Le camole del Perdente Democratico osservano, la checca isterica continua a menarla, ha il cervello incontinente, il pannolino non entra nell’orecchio, Torreggiani assiste schifato, ha un registro nero sotto al braccio, forse il registro mortuario dell’elettorato di Bernazzoli, volume Primo. Alla fine ogni gruppo legge alcuni spunti emersi (ci si augura che tutto venga letto con calma da chi di dovere): diffuso il malumore per la sicurezza (effettivamente l’isterico non ha chiuso bocca e Torreggiani non ha preso nota), per la buccia di banana davanti a casa che il cittadino non si degna di sollevare perchè spesso pensa gli sia tutto dovuto; un signore vorrebbe i distributori del latte da mezzo litro, è single, se possibile anche una capretta per darle una botta; una donna chiede manutenzione nei parchi e nelle scuole, attenzione per le piste ciclabili; un uomo lamenta l’aumento di prostitute, una signora gli fa notare che andrebbe condannato il maschio alla ricerca di consenso del cazzo; una donna chiede “perché è stato soppresso Giocampus nelle scuole?” giuro che non ero nel gruppo della signora. Un brivido attraversa l’aria che va dalla matrona alla Paci, che brandisce il gelato, attimi, silenzio per rifiatare con un: “Nnno… tant’è vero che nei prossimi giorni ci sarà un comunicato…
Verso mezzanotte è tempo di andare in bagno, è una questione fisiologica, nulla di personale. Il debutto in quartiere è andato bene, la gente ha parlato, ha proposto soluzioni, le attendiamo da chi è pagato per metterle in pratica. Una cosa mi colpisce al di là di ogni altra: una sala piena da 150 posti sembra un successo, ma il quartiere conta migliaia di cittadini: vaglielo a dire che stare alla finestra è troppo comodo.
Buona la prima? Auguri a questa Giunta in trincea di resistere e di lasciarsi aiutare.

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