Giunta vs Minoranza: 0 a 0. Anzi: forse.

Abito al civico 27 di Via Budellungo e non ne faccio una colpa, anche se è una bella casa. Ci abito, non è mia. Del resto i miei dati sono accessibili a chiunque, anche su questo blog, compreso cellulare. Stanno per arrivare 11mila metri cubi di cemento. L’Ass. Alinovi è soddisfatto perchè il cannocchiale (lo stradello d’accesso) è salvo: tradotto il sistema Parma lo arrestiamo col binocolo, perchè sarebbe riduttivo vedere la cosa limitatamente a Via Budellungo… Ma è pur vero che un sistema decennale di scellerate cementificazioni non si ferma di colpo e a consentirlo così come ci siamo ridotti non è dipeso dai 5Stelle. Anche se è molto più facile scaricare tutto sulle loro fragili spalle. C’è chi ha le spalle strette, ma c’è anche chi le alza o le ha alzate in passato, da destra a sinistra. Come dimenticare, per esempio, Pagliari che faceva opposizione e Bernazzoli che approvava: parola di Giorgio (clikka un po’…). Il M5S mi ricorda, a volte, quei ragazzini che tirano sassate a un nido “tanto non lo prendo” e poi invece lo prendono davvero: e adesso? Un po’ come vincere le elezioni, realtà durissima, perfetta e spietata, in una città dove per chissà quanto tempo ancora dovremo erigere le conseguenze del passato. Eppure per l’inceneritore (conseguenza del passato/presente, compreso PD) si è tentato e si tenta di ogni, nonostante sia un’eredità. E l’Ass. Alinovi pare arrancare su quello che rischia di passare come un alibi: questi 11mila metri cubi sono conseguenze passate dalle quali non ci possiamo esimere. Eppure quello che è stato approvato ieri non è il risveglio balzano di una maggioranza che dice “Okeeei, approviamo”, è il frutto di un percorso che più volte ha incrociato la stessa sala in cui ieri s’è consumata l’approvazione della delibera. La stessa dove sta un misto di ex maggioranza e minoranza ancora in carica: vè Ubaldi (“approvato questo si approva tutto”, bùbù sèttete, viveva su marte, è sulla terra perchè in avaria); vè la Teresa, che si agita e si spettina, blisgata giù dalla montagna del sapone; poi Bizzi e Iotti… che si esprimono bene ma lo fanno con sciagurato ritardo e sulla coscienza hanno un forno che non butterà fuori delle micche di pane.
Da un lato c’è il sogno di cambiare che si infrange di fronte alla realtà e forse si ricompone a fronte del coraggio della competenza. Dall’altro c’è una opposizione che si oppone con una grinta che dove cazzo stava quando c’era da tirare fuori le palle? Io già me li vedo, alcuni vicini di casa, che mi salutano in cagnesco perchè ho disegnato (gratis) la campagna elettorale di Pizzarotti, già me li sento che “danno la colpa a me” perchè l’ ho sostenuto, senza ricordarsi che la colata di cemento è partita molto prima, quando Pizzarotti non c’era.
Comunque vada, ho lo strano presentimento (fatto salvo per le persone oneste) che ci meritiamo tutto, perchè se c’era qualcuno che ha mangiato e continuerà a mangiare finchè non avremo esaurito suolo, è perché chi li ha votati gli ha concesso di farlo molto prima che il M5S salisse in carica. Opposizione  e maggioranza siamo noi, che abbiamo delegato, ma la realtà è difficile, capace di condizionare le promesse al punto che le puoi mantenere solo coi soldi degli altri.
Tuttavia l’Ass. Alinovi non ha un elettorato da soddisfare, ha una coscienza, eventualmente. Ma anche una professione: architetto, pesante responsabilità. Non male, considerando che è un tecnico. Non male, considerando che nella sua posizione rischia di passare come antipatico al suo ordine (11mila metri quadrati progettati da Guasti quel che Guasti). Il punto è: quanta voglia avrà, l’Arch. Alinovi, di fare il bego nella minestra?
Dovremmo fare tutti come Buzzi, l’ex Vice Sindaco, che non solo va a testa alta, ma approva (la mia prima reazione è stata l’incredulità) la colata di cemento, che dimostra una coerenza immarcescibile, che se fosse per lui uno dieci centomila ponti nord, che ha la fierezza di camminare a testa alta perchè sa che difficilmente incrociandolo per strada gli chiederemo di vergognarsi.
Poco più di due anni fa venne fermato un piano parcheggi interrati. Roba dell’altro mondo? Cittadini comuni contro amministrazione precedente, Davide contro Golia. A guidare questa lotta era Giuseppe Mesa, un omino piccolo. Quel piano parcheggi venne fermato, nella nostra città, una storia vera, senza politica e senza cialtroni di rappresentanza. Ma chi se lo ricorda più?

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